iPhone 5: Come sarà questo nuovo modello Apple?

giugno 30, 2011 by · Leave a Comment
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L’iPhone 5 non dovrebbe avere solamente nuove caratteristiche ed essere sicuramente migliorato sotto alcuni aspetti ma inoltre, dovrebbe essere diverso anche il design rispetto al precedente modello.
Il design è sicuramente un elemento molto importante per la casa Apple, per questo gli viene dato molto peso; anche se molti dicono che dovrebbe avere un aspetto simile all’iPhone 4 (non per nulla sono in molti a credere che si possa trattare di un iPhone 4S), sicuramente avrà qualche cambiamento visto che la tecnologia si evolve di mese in mese e questo può portare a delle sorprese in qualunque momento. Un’altra caratteristica estetica che avrà l’iPhone 5 è quella di essere ancora più sottile del modello precedente. Inoltre c’è una novità rispetto alla casa produttrice di sensori, la Omnivision infatti, sembra che non si occuperà solamente della fotocamera ma anche degli altri sensori che saranno inseriti all’interno del nuovo modello Apple. Ciò che sicuramente continuerà a stupire dell’iPhone 5 è sicuramente il suo Apple Store da cui sarà possibile acquistare gratuitamente e non le applicazioni con le funzioni più disparate, che rendono questo cellulare sempre di più simile ad un piccolo computer. Ulteriori voci mettono il dubbio nei futuri possessori di questo cellulare se la SIM sarà o no direttamente all’interno dell’iPhone; questa non è una caratteristica ancora sicura al 100% visto che ha sia aspetti positivi che negativi. Sicuramente chi non ne vuole assolutamente sapere sono gli operatori telefonici che perderebbero parecchio sul mercato su questo si dibatte ancora molto. Ciò che sarà sicuramente migliorato nell’iPhone 5 è la durata della batteria che molto spesso nel precedente modello ha deluso le aspettative dei possessori. Il prezzo è una caratteristica costante che non cambia mai nei cellulari Apple! Altre novità le trovate su Guida iPhone 5.

Al Barcamp di domani a Catania, TVBLOB offre un premio di cinquemila euro per la killer application TV

aprile 29, 2009 by · Leave a Comment
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La nuova BLOBbox, high-tech made in Italy, combina televisione tradizionale con il Web e consente a chiunque di andare in TV.

Domani durante il Working Capital Barcamp organizzato da Telecom Italia nella cornice dell’ex-monastero dei Benedettini a Catania, TVBLOB, una società high-tech con sedi a Catania, Milano e Tokyo, offrirà un premio di cinquemila Euro per chi saprà proporre e realizzare la killer application per la TV connessa a Internet. Tale iniziativa si inquadra nel lancio del nuovo prodotto BLOBbox, presentato allo scorso Cebit di Hannover e realizzato in collaborazione con l’italiana Telsey.

Nel corso del Barcamp, conferenza informale o non-conferenza dove chiunque può prendere la parola e stimolare il dibattito, TVBLOB racconterà il percorso di progettazione e realizzazione della BLOBbox, il prodotto high-tech che unisce il meglio della TV Digitale Terrestre con la NetTV, il tutto in alta definizione con videoregistratore su hard disk, Podcast manager e piattaforma web aperta che già vede disponibili servizi come YouTube, Picasa, GMail, Miro, e le italiane VCast e Reeplay.it.

Oltre a essere un completo media center, la BLOBbox è piattaforma di sviluppo aperta mediante la quale chiunque può creare un servizio TV e renderlo disponibile a tutto il mondo sfruttando le competenze e le tecnologie tipiche del mondo web (HTML, Javascript e AJAX), le stesse con cui sono fatti tanti altri famosi siti per PC e telefonino.

“Lo spirito del Barcamp ispira e essere aperti e partecipativi e incoraggia il social networking e l’interazione spontanea, che e’ esattamente cio’ che la BLOBbox mira a offrire, trasponendolo alla TV” dice Fabrizio Caffarelli, fondatore di TVBLOB e imprenditore seriale che nella Silicon Valley, nei primi anni novanta, ha fatto partire la masterizzazione di massa con Easy CD Creator “E’ un piacere anche poter fare questo annuncio proprio a Catania dove lavora una buona metà del gruppo di sviluppo e test.”

L’azienda ritiene che con l’imminente passaggio di massa al digitale terrestre, una piattaforma TV connessa e aperta, basata su elettronica di consumo convenzionale, possa essere di grande interesse anche per le società di telecomunicazioni che potranno offrire Internet e IPTV a quegli utenti che oggi non hanno interesse nella banda larga residenziale, avendo a disposizione la tecnologia più aggiornata e senza gli svantaggi e i costi di piattaforme verticali gestite da un solo fornitore.

BLOBbox è ora disponibile per l’acquisto presso TecnologieCreative (http://www.tecnologiecreative.it ). Sono richiesti un normale televisore con un ingresso SCART o HDMI ed una connessione a banda larga.

Per maggiori informazioni sulla BLOBbox, si puo visitare:

http://www.tvblobbox.com . L’SDK gratuito e open source è disponible su BLOBforge (http://www.blobforge.com ), una comunità di sviluppo TV.

TVBLOB

TVBLOB è un’azienda di sviluppo di software e servizi con sedi a Milano, Catania e Kanagawa, Giappone. Per più di 5 anni, ha creato le sue piattaforme TV-centriche arricchite per fornire i servizi televisivi di eccezione della prossima generazione. BLOBbox è il primo prodotto consumer dell’azienda, realizzato in collaborazione con Telsey di Treviso, Italia.

Contatti

Giuseppe Pistorio, TVBLOB Catania Branch Manager, +39 095 093 1051

Link: BLOBbox


Quanto costa veramente un sms alle compagnie telefoniche? Nulla!

gennaio 30, 2009 by · Leave a Comment
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A sostenerlo è il professor Srinivasan Keshav dell’Università di Waterloo in Canada, interpellato da un senatore statunitense che aveva interrogato in proposito le società telefoniche senza ottenere alcuna risposta. I messaggini, infatti, viaggerebbero nascosti nel segnale che collega il cellulare al ripetitore, senza costi aggiuntivi per le compagnie, che però li fanno pagare agli utenti.

Tremano le compagnie di telefonia mobile di tutto il mondo, perchè un senatore americano, Herb Kohl, ha scoperchiato un argomento che potrebbe far perdere loro milioni di euro: il costo degli sms per gli operatori. Kohl, nello scorso settembre, ha chiesto alle maggiori compagnie americane di telefonia mobile quale sia il costo che devono sostenere per l’invio dei messaggini, ma non ha ricevuto risposta. Invece di arrendersi però, il tenace senatore ha chiesto spiegazioni all’Università di Waterloo in Canada, trovando la collaborazione del professore di informatica Srinivasan Keshav. Keshav ha spiegato che l’sms non costa nemmeno un centesimo alle compagnie: infatti sono talmente piccoli (140 byte) che possono “nascondersi” nel segnale che collega il cellulare al ripetitore, segnale sempre presente, anche quando non transitano sms. Questo spiegherebbe anche perchè i messaggini hanno un limite nel numero dei caratteri: sforando i 160 (numero di caratteri attualmente previsti per l’invio di un singolo messaggio), vengono superati anche i 140 byte. In questo modo è la compagnia a pagare per l’invio, perchè non può più far viaggiare il messaggio nel segnale a costo zero. Insomma, le compagnie pagherebbero solo per l’invio di quegli sms che superano i 160 caratteri. Dalle compagnie, americane quanto europee, nessun commento e nessuna risposta esauriente.


“Microsoft, non più solo software”

gennaio 29, 2009 by · Leave a Comment
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La realtà della crisi è evidente anche nel mondo digitale: Microsoft ha annunciato giovedì il taglio di 5000 posti di lavoro nei prossimi 18 mesi, a seguito del calo dei profitti dell’11% nel trimestre ottobredicembre (fino a 4,17 miliardi di dollari). Il gigante del software ha confermato che a portare a questa decisione è stato il deterioramento delle condizioni economiche globali, che hanno comportato un netto calo delle entrate. Il taglio di posti di lavoro per Microsoft Group comporterà una riduzione dei costi di 1,5 miliardi di dollari. La società ha inoltre reso noto di non essere in grado di fornire stime sui profitti e le entrate per il resto dell’anno a causa della volatilità del mercato. «Non c’è dubbio che la realtà che abbiamo di fronte è complessa, difficile, l’anno che verrà metterà in luce i nervi di qualsiasi organizzazione», dice Pietro Scott Jovane, 39 anni, dallo scorso luglio amministratore delegato di Microsoft Italia. «Credo però che ci sia un atteggiamento giusto nell’affrontarla, quello di considerare la crisi come temporanea, non breve o lunga ma temporanea. Non è la fine del mondo, insomma».
Però l’annuncio dei licenziamenti c’è.

 

Continua a leggere l’articolo di ERNESTO ASSANTE su Affari e Finanza di Repubblica


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