Preventivo sito web e progettazione di un’applicazione: i primi passi per la vostra trasformazione digitale

Ormai, care aziende, sarete sicuramente diventate consapevoli di quanto sia importante per voi intraprendere una trasformazione digitale, riuscendo cioè ad essere sempre presenti online e a scovare proprio online un numero sempre maggiore di clienti. Dopotutto infatti oggi ogni settore lavorativo corre proprio sul filo del web e decidere di non prendere parte a questa trasformazione significa restare indietro, non avere la possibilità di essere davvero concorrenziali, non poter ottenere insomma il successo sperato. Per poter intraprendere questa trasformazione digitale, quali sono i primi passi che un’azienda deve necessariamente compiere? Sicuramente è questa la domanda che vi state chiedendo. Cerchiamo insieme di rispondere.

I primi passi che le aziende alla ricerca di una vera e propria trasformazione digitale devono compiere sono sostanzialmente due: richiedere un preventivo sito web e progettare un’applicazione mobile. La richiesta di un preventivo per la realizzazione del sito internet aziendale, vi consente di scovare una realtà professionale che può progettare e mettere online un sito impeccabile senza per questo dover spendere un’esagerazione, laddove con impeccabile intendiamo personalizzato al cento per cento e ottimizzato per il mobile.

Un sito internet deve essere personalizzato al cento per cento per poter rispecchiare il modo di essere dell’azienda e delle persone che la compongono, per garantire agli utenti che vi navigano insomma la possibilità di respirare davvero l’atmosfera aziendale e di capire in pochi istanti appena se quella è la realtà perfetta per loro, su cui da quel momento in poi fare pieno affidamento. Un sito internet ottimizzato per il mobile consente di navigare in modo semplice e veloce anche da tablet e smartphone. Dovete rendervi conto che oggi è molto difficile che le persone navighino dal desktop, spesso utilizzato solo ed esclusivamente negli uffici e comunque durante gli orari di lavoro. Il mobile è il futuro della navigazione e le aziende devono assolutamente essere preparate a questo.

Passiamo adesso allora al secondo passo, la progettazione di un’applicazione. Abbiamo appena affermato che la maggior parte delle persone naviga direttamente tramite smartphone e tablet, in mobilità quindi. Anche ottimizzando al meglio il vostro sito internet per il mobile, possiamo assicurarvi che le applicazioni riescono a garantire all’utente delle performance migliori rispetto al sito, nonché la possibilità di avere a disposizione molti servizi extra che un sito non può garantire come, ad esempio, l’accesso immediato ad una carta fedeltà, come la possibilità di interagire con l’applicazione, magari attraverso la fotocamera in modo da poter partecipare anche a dei piccoli contest, o al GPS così da scovare punti vendita e sedi vicine in modo davvero molto semplice.

Non solo, il bello delle applicazioni è infatti che possono essere personalizzate in modo davvero intenso e che è possibile rendere partecipe l’utente alla vita aziendale e ad ogni notizia, tramite notifiche push ad esempio oppure tramite la possibilità di personalizzare la navigazione scegliendo apposite impostazioni. L’utente insomma tramite l’app si sente parte integrante dell’azienda e viene così fidelizzato: per ogni esigenza futura sceglierà quella realtà senza neanche che il pensiero di optare per qualche altra azienda sfiori la sua mente. Non sembra anche a voi semplicemente meraviglioso?

Ecco i migliori suggerimenti per un sito web vincente

Un sito web vincente deve attirare traffico qualificato, ovvero deve essere visitato da utenti che hanno bisogno del prodotto o servizio che propone.
Pertanto il sito web deve fornire tutte le risposte alle domande che un potenziale cliente si sta ponendo e deve poter mettere a proprio agio il possibile acquirente, facendogli pensare “sono atterrato sul posto giusto”.
Ma come fa un sito web ad attirare traffico qualificato? Facendosi trovare tra le prime posizioni dei motori di ricerca e principalmente su Google (dove avvengono oltre il 90% delle ricerche web) con le principali chiavi di ricerca che rappresentano le differenti attività. Questo tipo di risultato si ottiene sia tramite pubblicità a pagamento con campagne Adwords su Google che con attività SEO ovvero alcune tecniche che prevedono interventi all’interno del sito web (come l’ottimizzazione del testo, l’inserimento di tag e meta-tag ed altro) e fattori esterni come la creazione di una rete di link verso il nostro sito, il cui scopo è quello di posizionare il sito web tra i risultati naturali (quindi non a pagamento) di Google e tutti gli altri motori di ricerca.

Quali figure professionali ci vogliono per creare un sito internet?

Le figure impegnate nella progettazione e realizzazione di un sito web vincente sono in genere tre o quattro. La prima figura è quella del project manager che ha il compito di effettuare il primo colloquio col cliente, progettare il sito web su carta e seguire l’andamento dei lavori fino alla revisione finale di tutto il sito web, prima del rilascio al cliente. La seconda figura adibita allo sviluppo del sito è il SEO specialist che avrà il compito di analizzare le parole chiave più utilizzate nel settore, studierà la concorrenza e fornirà le keyword da utilizzare al copywriter per la stesura dei testi, si occuperà inoltre della creazione di link verso il sito web. La terza figura professionale è appunto il copywriter che avrà il compito di stilare i testi sulla base degli appunti presi nella fase di colloquio col cliente dal project manager e delle parole chiave indicate dal SEO specialist. La quarta ed ultima figura impegnata nella realizzazione del sito è il webmaster che avrà il compito di acquistare il dominio, prenotare lo spazio per l’hosting ed occuparsi del design del sito web stesso, cercando di architettare il sito in modo da evidenziare gli aspetti più importanti dell’attività.

Ma una volta che il sito è stato realizzato che succede? È come se avessimo acquistato una macchina e per farla funzionare dovessimo mettere il carburante dentro. Quindi possiamo avere il sito più bello del mondo ma se non lo vede nessuno a nulla servirà.
Per rendere un sito web vincente la via più rapida all’inizio è quella di investire in campagne di pubblicità a pagamento su Google, ovvero campagne adwords, grazie al quale sarà possibile selezionare tutte le chiavi di ricerca riferite al nostro settore e far sì che il nostro sito sia proposto tra gli annunci sponsorizzati di Google, dove pagheremo per ogni click che riceveremo, per questo motivo questo tipo di pubblicità viene anche denominata pay per clickL’attivazione della campagna è quasi immediata così come i risultati che si possono ottenere.
Il secondo modo di pubblicizzare il sito è tramite attività SEOovvero una serie di tecniche che permettono al sito di essere posizionato tra i primi risultati dei motori di ricerca. Questo tipo di promozione del sito, nonostante risulti essere la migliore in assoluto, richiede diverso tempo e notevoli sforzi, però è più duratura e attira traffico altamente profilato.
Un altro modo di promuovere il proprio sito web vincente è tramite i social network, ovvero Facebook, Google+, Twitter e tutti gli altri, grazie ad articoli che invitano a cliccare in direzione del nostro sito, oppure attraverso campagne di advertising su target selezionati il cui compito è quello di apparire ad utenti potenzialmente interessati ai nostri servizi.

Allarmi e Sicurezza informatica: come proteggersi al meglio

Molto spesso su internet si trovano parecchie, troppe informazioni che scoraggiano o pongono parecchi dubbi sulla liceità di un’installazione di un impianto di videosorveglianza. In generale il garante della privacy pone 4 principi:

  • Principio di liceità: l’installazione di un impianto di videosorveglianza va installato osservando le norme dettate dal garante della privacy in materia di protezione dei dati;.
  • Principio di necessità: va escluso ogni uso superfluo  e vanno evitati eccessi e ridondanze;
  • Principio di proporzionalità: gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili.Se la loro installazione è finalizzata alla protezione di beni, anche in relazione ad atti di vandalismo, devono risultare parimenti inefficaci altri idonei accorgimenti quali controlli da parte di addetti, sistemi di allarme, misure di protezione degli ingressi, abilitazioni agli ingressi. Non va adottata la scelta semplicemente meno costosa, o meno complicata, o di più rapida attuazione, che potrebbe non tener conto dell’impatto sui diritti degli altri cittadini o di chi abbia diversi legittimi interessi. La videosorveglianza è, quindi, lecita solo se è rispettato il c.d. principio di proporzionalità, sia nella scelta se e quali apparecchiature di ripresa installare, sia nelle varie fasi del trattamento.
  • Principio di finalità, gli scopi perseguiti devono essere determinati, espliciti e legittimi. Ciò comporta che il titolare possa perseguire solo finalità di sua pertinenza.

L’impianto di videosorveglianza,poi, deve essere segnalato: con cartelli visivi riportanti la motivazione e il responsabile delle acquisizioni dati, in maniera da poter essere reperito. L’impianto di videosorveglianza, in caso di presenza di dipendenti della propria azienda, deve essere autorizzato preventivamente dall’ispettorato di lavoro della regione competente. Questo significa che prima di aver montato le telecamere bisogna avere l’autorizzazione, niente cavi scollegati o buste di plastica; le sanzioni in caso di ispezione sono abbastanza elevate, quindi meglio pensarci prima! Nella scelta di un impianto di videosorveglianza i fattori chiave moderni devono essere:

  • qualità della telecamera: ad esempio se si volesse inquadrare a 20 metri di distanza dalla telecamera un cancello con la possibilità di inquadrare una targa, sicuramente andrebbe richiesta una telecamera con IR notturno fino a 30 metri e ottica “varifocale” in maniera da poter “zoomare” l’area adeguatamente, inoltre avere una telecamera da almeno 2 o 3  megapixel; analogamente se si deve verificare il movimento di contanti dalla cassa e quello che viene battuto per la telecamera installata sul soffitto non servirà una varifocale ma una telecamera da almeno 3 megapixel; invece se si vuole soltanto avere una video-verifica da affiancare a un impianto di allarme, poiché quasi sicuramente il malintenzionato potrebbe essere difficilmente identificabile, si può optare per una telecamera anche da 1.3 megapixel. Tutto ciò in fase preventiva andrebbe analizzato e richiesto all’installatore onde evitare un impianto di videosorveglianza che non rispecchia le aspettative.
  • Semplicità di configurazione su un’applicazione affidabile da smartphone

Impianti di allarme: come scegliere quello migliore in base alle proprie esigenze?

Un impianto di allarme generalmente dopo l’installazione, oltre la normale manutenzione annuale, potrebbe durare dai 10 ai 20 anni prima di diventare obsoleto, fermo restando il tipo di utilizzo che viene chiesto, quindi occhio ai canoni. Cercate di puntare su di un impianto di allarme filare: centrale, tastiera, sirena, contatto magnetico e sismico sulla porta blindata e rilevatore interno a doppia tecnologia. Questi elementi costituiscono la colonna vertebrale di un impianto ben congegnato, al riparo dal rischio di eventuali anomalie non gestibili. Inoltre un altro elemento da valutare è se l’impianto va a proteggere una casa o un ufficio: nel primo caso andranno protetti i punti di accesso con sismici su grate o contatti a fune per tapparelle, nel secondo caso sono sufficienti anche i rilevatori interni.

Quali sono le principali accortezze da osservare in tema di sicurezza informatica?

Backup dei dati innanzitutto, a rischio da qualsiasi tipo di motivazione che possa corrompere i propri dati. Esistono diverse tipologie di pianificazione del backup dati; da soluzioni semplici quali pen drive, hard disk esterni oggi coadiuvati da software di backup integrati di windows e macosx piuttosto validi, a soluzioni di conservazione dei dati su cloud, e quindi anche la possibilità di un recupero dati anche contro software cryptolocker che possono chiedere un riscatto. In secondo luogo un buon antivirus, possibilmente non gratuito, a meno che non dobbiate portare spesso il vostro pc per il controllo classico da “pulizia virus”.

Multi Pec e la pec massiva

L’invio della posta elettronica certificata massiva a più destinatari è il punto di forza di Multi Pec, un applicativo proposto dall’azienda friulana Start Up Srl che consente di evitare uno dei grandi difetti della pec, e cioè l’impossibilità di usare il campo CCN per inviare un messaggio a diversi destinatari nello stesso momento. Con questa utility, invece, la pec massiva diventa una realtà, dal momento che è sufficiente un semplice clic per scegliere i destinatari a cui inviare i propri messaggi da una casella di posta elettronica certificata. Una volta che il messaggio è stato scritto, o copiato da un’altra fonte e incollato, è possibile allegare dei file, se necessario, e poi spedire la pec. Chi lo desidera ha l’opportunità di personalizzare sia l’oggetto che il corpo del messaggio, approfittando della praticità della funzione Stampa/Unione.

Con Multi Pec è consentito l’invio di mail di posta elettronica certificata e di posta elettronica tradizionale, ma anche di sms: a seconda delle esigenze che devono essere soddisfatte si può conseguire l’obiettivo desiderato, con un software alla portata di tutti che si rivela ideale sia per le aziende che per i professionisti, dagli avvocati ai commercialisti. La notevole configurabilità è uno dei tratti più interessanti di questo strumento, che offre a chi lo utilizza l’opportunità di organizzare il database dei destinatari all’interno di un foglio di calcolo Excel suddiviso in colonne; la sua gestione si basa su vari filtri, utili per distinguere o per raggruppare i destinatari in vari insiemi.

Usare Multi Pec è davvero facile, come dimostra il fatto che tutti gli indirizzi di posta elettronica (certificata e tradizionale) che vengono selezionati possono essere riutilizzati: basta copiarli negli appunti e poi incollarli in qualsiasi altro applicativo che si stia impiegando, inclusa la propria casella di posta. Il limite nativo delle pec, e cioè il non poter spedire lo stesso messaggio in contemporanea a più di un destinatario, viene superato con grande praticità: anche senza usare il campo CCN chi riceve i messaggi non può conoscere gli indirizzi degli altri destinatari. La riservatezza di ognuno, dunque, è sempre rispettata.

In effetti la sicurezza e la trasparenza sono i punti di forza più rilevanti di Multi Pec: lo dimostra il fatto che tutti gli invii che vengono effettuati sono registrati, per poi essere tenuti in archivio all’interno di un file di log. E chi vuole può usare il software anche per inviare degli sms, i quali sono a loro volta tracciati.