Allarmi e Sicurezza informatica: come proteggersi al meglio

Molto spesso su internet si trovano parecchie, troppe informazioni che scoraggiano o pongono parecchi dubbi sulla liceità di un’installazione di un impianto di videosorveglianza. In generale il garante della privacy pone 4 principi:

  • Principio di liceità: l’installazione di un impianto di videosorveglianza va installato osservando le norme dettate dal garante della privacy in materia di protezione dei dati;.
  • Principio di necessità: va escluso ogni uso superfluo  e vanno evitati eccessi e ridondanze;
  • Principio di proporzionalità: gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili.Se la loro installazione è finalizzata alla protezione di beni, anche in relazione ad atti di vandalismo, devono risultare parimenti inefficaci altri idonei accorgimenti quali controlli da parte di addetti, sistemi di allarme, misure di protezione degli ingressi, abilitazioni agli ingressi. Non va adottata la scelta semplicemente meno costosa, o meno complicata, o di più rapida attuazione, che potrebbe non tener conto dell’impatto sui diritti degli altri cittadini o di chi abbia diversi legittimi interessi. La videosorveglianza è, quindi, lecita solo se è rispettato il c.d. principio di proporzionalità, sia nella scelta se e quali apparecchiature di ripresa installare, sia nelle varie fasi del trattamento.
  • Principio di finalità, gli scopi perseguiti devono essere determinati, espliciti e legittimi. Ciò comporta che il titolare possa perseguire solo finalità di sua pertinenza.

L’impianto di videosorveglianza,poi, deve essere segnalato: con cartelli visivi riportanti la motivazione e il responsabile delle acquisizioni dati, in maniera da poter essere reperito. L’impianto di videosorveglianza, in caso di presenza di dipendenti della propria azienda, deve essere autorizzato preventivamente dall’ispettorato di lavoro della regione competente. Questo significa che prima di aver montato le telecamere bisogna avere l’autorizzazione, niente cavi scollegati o buste di plastica; le sanzioni in caso di ispezione sono abbastanza elevate, quindi meglio pensarci prima! Nella scelta di un impianto di videosorveglianza i fattori chiave moderni devono essere:

  • qualità della telecamera: ad esempio se si volesse inquadrare a 20 metri di distanza dalla telecamera un cancello con la possibilità di inquadrare una targa, sicuramente andrebbe richiesta una telecamera con IR notturno fino a 30 metri e ottica “varifocale” in maniera da poter “zoomare” l’area adeguatamente, inoltre avere una telecamera da almeno 2 o 3  megapixel; analogamente se si deve verificare il movimento di contanti dalla cassa e quello che viene battuto per la telecamera installata sul soffitto non servirà una varifocale ma una telecamera da almeno 3 megapixel; invece se si vuole soltanto avere una video-verifica da affiancare a un impianto di allarme, poiché quasi sicuramente il malintenzionato potrebbe essere difficilmente identificabile, si può optare per una telecamera anche da 1.3 megapixel. Tutto ciò in fase preventiva andrebbe analizzato e richiesto all’installatore onde evitare un impianto di videosorveglianza che non rispecchia le aspettative.
  • Semplicità di configurazione su un’applicazione affidabile da smartphone

Impianti di allarme: come scegliere quello migliore in base alle proprie esigenze?

Un impianto di allarme generalmente dopo l’installazione, oltre la normale manutenzione annuale, potrebbe durare dai 10 ai 20 anni prima di diventare obsoleto, fermo restando il tipo di utilizzo che viene chiesto, quindi occhio ai canoni. Cercate di puntare su di un impianto di allarme filare: centrale, tastiera, sirena, contatto magnetico e sismico sulla porta blindata e rilevatore interno a doppia tecnologia. Questi elementi costituiscono la colonna vertebrale di un impianto ben congegnato, al riparo dal rischio di eventuali anomalie non gestibili. Inoltre un altro elemento da valutare è se l’impianto va a proteggere una casa o un ufficio: nel primo caso andranno protetti i punti di accesso con sismici su grate o contatti a fune per tapparelle, nel secondo caso sono sufficienti anche i rilevatori interni.

Quali sono le principali accortezze da osservare in tema di sicurezza informatica?

Backup dei dati innanzitutto, a rischio da qualsiasi tipo di motivazione che possa corrompere i propri dati. Esistono diverse tipologie di pianificazione del backup dati; da soluzioni semplici quali pen drive, hard disk esterni oggi coadiuvati da software di backup integrati di windows e macosx piuttosto validi, a soluzioni di conservazione dei dati su cloud, e quindi anche la possibilità di un recupero dati anche contro software cryptolocker che possono chiedere un riscatto. In secondo luogo un buon antivirus, possibilmente non gratuito, a meno che non dobbiate portare spesso il vostro pc per il controllo classico da “pulizia virus”.

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