E’ guerra sui brevetti per lo standard telefonico del futuro

maggio 14, 2009 Pubblicato da:
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Annuncio contemporaneo di richiesta di brevetti per lo standard telefonico del futuro: il Long Term Evolution. L’Italiana Sisvel può spuntarla.

Torino – L’asse Italia – America si prepara ad essere campo di una nuova competizione, stavolta nel settore dei servizi avanzati della tecnologia di largo consumo.

Con grande stupore i manager di tutto il mondo coinvolti nell’introduzione dello standard per la telefonia mobile di quarta generazione “LTE”, sigla che sta per Long Term Evolution, hanno visto comparire sulla stampa specializzata tre diverse “patent call” per la stessa tecnologia pubblicate contemporaneamente da tre aziende concorrenti.

Patent call è il termine con cui si è soliti indicare la richiesta di far confluire ad un unico amministratore la gestione di brevetti essenziali per un determinato standard tecnologico. Di solito vi è un solo amministratore che, dopo aver sentito gli ambienti interessati, lancia questa richiesta a tutte le aziende in possesso della tecnologia essenziale a comporre lo standard. Stavolta il piatto sembra essere più ricco, quindi più agognato…

Il beneficio di avere, tramite un unico pool, una licenza che autorizza l’uso di tutti i brevetti fondamentali per una tecnologia che nasce grazie ad invenzioni originate presso diversi centri di ricerca è notevole. Ove infatti ci sono più aziende che hanno contribuito a inventare o migliorare una tecnologia, ciascuna vorrà rientrare degli investimenti, applicando la propria royalty su un singolo standard tecnologico. Se si volesse remunerare tutti gli inventori, il prezzo dei brevetti sarebbe troppo alto sia per i produttori che volessero utilizzarli che per i clienti finali. Il patent pool (insieme di licenze) permette invece di fare un «one-stop-shop patent licensing», cioè avere un unico interlocutore. Questo riduce il costo della licenza globale e permette di determinare con certezza i costi industriali di produzione.

La sfida Italia-America, che si sta consumando sul terreno della tecnologia e dei servizi avanzati, potrebbe vedere il tricolore ancora vittorioso.

L’italiana Sisvel, gia’ nota per essere la custode mondiale dei brevetti sull’MP3, e’ ora impegnata a battere la concorrenza delle americane MPEG-LA e Vialicensing. Sisvel sembra poter avere la meglio perché è quella con più esperienza nel mestiere di concedere licenze per l’uso di tecnologie brevettate, l’unica ad avere sedi in tre diversi continenti: Europa, Asia e America, il maggior numero di dipendenti e ogni tipo di professionalità necessaria al successo del business al proprio interno.
Sarebbe il riproposi, ancora una volta di quel “miracolo italiano” che fa eccellere il nostro paese rispetto anche alle nazioni più sviluppate.

Sorprende, ma fino ad un certo punto, che in questo settore, che conta pochissimi operatori, sia in atto una sorta di guerra a colpi di patent call. È certamente la prova che molti business a livello mondiale si siano spostati dai beni tangibili agli intangibile assets.
L’evoluzione dei mercati e la delocalizzazione di alcune produzioni, finite in Cina, hanno fatto perdere molti mestieri che sono stati rimpiazzati da nuove professioni focalizzate sulla fornitura di servizi, in caso come questo di alto profilo e di grande specializzazione. Lo scontro tra questi tre colossi del licensing mondiale è certamente l’ennesima prova che molti business si siano spostati dai beni tangibili agli intangibile assets.

L’importanza di quest’ultimi è dimostrata dal crescente uso che gli imprenditori fanno di questi assets per avere accesso al credito ed ottenere ulteriori finanziamenti basati proprio sul loro valore. Gli intangibili, in barba al loro stesso nome, rappresentano ormai una realtà concreta e dal grande valore di mercato e sono un fattore critico di successo per molte imprese. Essi costituiscono un elemento differenziante nel processo d’acquisto e sono anche una ricca fonte di autofinanziamento per le aziende. I ricavi derivanti dalle royalties per l’utilizzo di un determinato marchio o brevetto (pensiamo all’attività di franchising o di licensing tecnologico) possono infatti essere reinvestite all’interno dell’azienda. Si genera così un “circolo virtuoso” in cui gli asset intangibili acquisiscono una vera e propria consistenza economica.

L’opportunità di accedere a sempre nuove opportunità di business ha quindi spinto queste tre aziende ad una specie di singolar tenzone, in un settore di totale oligopolio.
Saranno forse gli appetiti che un business per un mercato globale – quale è quello della 4° generazione di telefonini – ha scatenato, ma ieri si è aperto un nuovo filone di fiera competizione in un settore più uso agli inchini che alle pistolettate.

www.sisvel.it


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